DELTA DEL PO

“…  e la città ch’in mezzo alle piscose paludi, del Po teme ambe le foci, dove abitan le genti disiose che ‘l mar si turbi e sieno i venti atroci”

Ludovico Ariosto

Siamo in un territorio di confine, dove la terra sa di acqua e dove il grande fiume incontra il mare. Una terra di contrasti e di forti suggestioni. Dove natura e cultura si fondono dando vita a paesaggi stupefacenti.

Comacchio

Comacchio è, sotto l’aspetto paesaggistico e storico, uno dei centri maggiori del Delta del Po.

Soprannominato il “paese dei pescatori”, Comacchio nasce e si forma su 13 isolette collegate da ponti: una condizione frammentata e difficile che ne scandisce la vita fino al XVII secolo, quando va consolidandosi l’impianto urbano e vengono definiti al suo interno i percorsi d’acqua necessari al deflusso di questa verso il mare. Il centro storico conserva ancora l’aspetto originario ed è attraversato da una rete di canali che lo caratterizzano come città lagunare.

La distesa acquatica delle Valli di Comacchio è da sempre la ragion d’essere di uno storico insediamento, famoso nel medioevo come grande produttore di sale e per il commercio del pesce tra cui l’anguilla, uno dei simboli per eccellenza di questa località. Nel secolo scorso gran parte delle Valli è stata bonificata per favorire l’agricoltura, ma Comacchio continua ad essere “città d’acqua”, a partire dal suo bellissimo Trepponti. La città di Comacchio e le sue valli rappresentano il “cuore” del Delta, sono di fatto il polmone verde dell’intera costa adriatica da Chioggia a Cattolica.


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Comacchio ©Wiki Loves Monuments 2016 – P. Forconi
 

Pomposa

L’Abbazia di Pomposa è un faro. Un punto di riferimento oggi come in passato quando veniva descritta come “Monasterium in Italia primum“. Testimonianza di bellezza e splendore del Delta in epoche lontante. Un luogo che trasmette serenità e pace.

La Chiesa di Santa Maria di Pomposa, situata lungo la statale 309 Romea, è ispirata alle basiliche ravennati classiche ed ha la facciata ornata da un nartece mirabilmente decorato in cotto e marmo; l’interno è a tre navate con colonne e capitelli di vario aspetto, romani e bizantini, e un pavimento decorato con mosaici e tarsie marmoree datato all’XI-XII secolo. Vi splende una grandiosa serie di affreschi trecenteschi di scuola bolognese che dall’abside si stendono per tutta la navata maggiore sino alla parete d’ingresso.

La Chiesa è affiancata da un bellissimo campanile, capolavoro dello stile romanico-lombardo, datato alla seconda metà dell’anno Mille.

La Sala Capitolare, luogo ove i monaci benedettini si riunivano per le assemblee, ha le pareti fastosamente affrescate nel secolo XIV da artisti di formazione padovana vicini a Giotto.

Il Reffettorio, che ospitava più di cento monaci nel periodo di massimo fulgore dell’Abbazia, presenta sulla parete est un bellissimo trittico trecentesco di scuola riminese in cui spicca la famosa “Cena dell’Abate Guido”, che raffigura il miracolo avvenuto proprio nel Refettorio ad opera di Guido degli Strambiati, Abate a Pomposa nella prima metà dell’anno Mille, e a cui si deve la crescita economica, morale e spirituale dell’Abbazia.

Ingressi a carico dei partecipanti:

Intero € 5; ridotto € 2,50 (18-25 anni); gratuito under 18.

Il complesso abbaziale è chiuso il lunedì. Durante le celebrazioni della Santa Messa (domenica e festivi), le visite in Basilica sono sospese.

Basilica Santa Maria in Pomposa ©Wiki Loves Monuments 2016 – P. Forconi